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Arte

La Cappella Sansevero e il mistero del Cristo Velato.

Un piccolo scrigno barocco nel cuore antico della città, dove il marmo sembra diventare tessuto, a circa 800 m da Eleven Studios.

Circa 800 m Centro storico
L’interno barocco di una cappella con la volta affrescata e le statue lungo le pareti
Cappella Sansevero.

Celebre gioiello barocco nel cuore della città, custodisce il capolavoro scultoreo del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino. Un luogo intriso di fascino e mistero, imperdibile per gli amanti della grande arte.

La cappella dei principi di Sangro

Celebre gioiello barocco nel cuore della città, la Cappella Sansevero, il cui nome originario è Santa Maria della Pietà, sorge in via Francesco De Sanctis, a pochi passi da Piazza San Domenico Maggiore, ed era collegata al Palazzo di Sangro. La costruzione è documentata dalla fine del Cinquecento e fu ampliata da Alessandro di Sangro nel primo Seicento.

L’aspetto attuale si deve a Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, figura eclettica di inventore, scienziato e mecenate, che dagli anni Quaranta del Settecento trasformò la cappella in un raffinato programma artistico e simbolico, chiamando i migliori scultori del tempo.

Il Cristo Velato

Al centro della navata riposa il Cristo Velato, completato nel 1753 da Giuseppe Sanmartino. L’incarico era stato affidato inizialmente ad Antonio Corradini, morto nel 1752 dopo averne realizzato solo un bozzetto in terracotta, oggi conservato al Museo di San Martino.

Scolpito da un unico blocco di marmo, il velo che avvolge il corpo è così sottile e trasparente da aver alimentato per secoli la leggenda di un procedimento alchemico: in realtà è il frutto di una straordinaria abilità tecnica, che ancora oggi lascia senza parole i visitatori. Ai piedi della figura sono scolpiti anche gli strumenti della Passione.

Pudicizia, Disinganno e le macchine anatomiche

Accanto al Cristo spiccano altre due sculture celebri: la Pudicizia di Antonio Corradini, figura femminile coperta da un velo, e il Disinganno di Francesco Queirolo, con un uomo che si libera da una rete di marmo traforata. In alto, la volta è decorata dalla Gloria del Paradiso di Francesco Maria Russo.

Nella cavea sotterranea sono custodite le due macchine anatomiche, scheletri con il sistema circolatorio ricostruito, tra gli oggetti più enigmatici legati al principe. Il pavimento originario a labirinto andò perduto in un crollo del 1889 ed è stato sostituito nel 1901.

Come arrivarci da Eleven Studios

La cappella dista circa 800 m in linea d’aria: a piedi è una passeggiata breve che entra nel reticolo del centro storico, passando vicino a Via dei Tribunali e al Duomo (circa 600 m).

Da qui si prosegue facilmente verso Spaccanapoli e Piazza del Gesù (circa 1 km), oppure verso il Museo Archeologico (circa 1,3 km). Per chi preferisce i mezzi, la stazione Università della Linea 1 è il punto di accesso più comodo alla parte bassa del centro antico.

Consigli pratici

  • Prenotate in anticipo e verificate orari e biglietti sul sito ufficiale del Museo Cappella Sansevero: gli ingressi sono contingentati.
  • All’interno non è consentito fotografare: godetevi le opere con calma.
  • Nei periodi di maggiore affluenza può esserci coda all’ingresso: meglio organizzarsi presto.
  • Abbinate la visita a una passeggiata lungo Spaccanapoli e Via dei Tribunali, tutte raggiungibili a piedi.